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PVC biodegradabile, realtà contro il mito del Bio-PVC

Nell’era della digitalizzazione, le carte Near Field Communication (NFC) sono diventate uno strumento essenziale per la gestione degli accessi, i pagamenti contactless e molto altro ancora. Tuttavia, con la crescente consapevolezza ambientale, sempre più aziende stanno cercando di produrre carte NFC in PVC biodegradabile per ridurre la propria impronta ecologica. Ma cos’è veramente?

In questo articolo approfondiremo la realtà delle carte NFC in PVC biodegradabile e chiariremo le idee sbagliate che le circondano.

Comprendere il PVC biodegradabile

Il PVC (cloruro di polivinile) è un materiale plastico ampiamente utilizzato per la produzione di schede NFC grazie alla sua durata e resistenza. Tuttavia, la sua lenta decomposizione e l’impatto ambientale hanno sollevato preoccupazioni a causa della sua resistenza alla decomposizione. È qui che entra in gioco il concetto di PVC biodegradabile.
Bio PVC è soprattutto un marchio registrato cinese, quindi nulla a che vedere con la reale biodegradabilità del PVC.

La realtà delle carte NFC in PVC biodegradabile

1. Biodegradabilità molto limitata o inesistente.

Sebbene il termine “biodegradabile” possa sembrare promettente, è essenziale comprendere che la biodegradabilità delle carte NFC in PVC è particolarmente limitata. Queste carte richiedono condizioni specifiche, come impianti di compostaggio industriale, per decomporsi. Nelle discariche, dove queste condizioni non sono soddisfatte, il bio-PVC può persistere per molti anni, generando potenzialmente rifiuti.
In ambienti normali possono persistere per molti anni, sollevando interrogativi sul loro effettivo impatto sull’ambiente.
Fondamentalmente il PVC non è MAI biodegradabile!
L’industria (principalmente cinese) ha utilizzato un sotterfugio per rendere il PVC ipoteticamente biodegradabile, ma come notato sopra, le condizioni sono tali che in pratica non è quindi biodegradabile.
Il problema ambientale del PVC nelle discariche non sta nella velocità con cui si degrada, al contrario e semplicemente nel fatto che si degrada e rilascia ftalati che sono il problema.
Gli “oxo-additivi” sono progettati per accelerare la naturale ossidazione delle poliolefine, provocando la frammentazione precoce e la frammentazione dei prodotti di plastica in microplastiche.
Quindi l’effetto di questi additivi (se presenti) è semplicemente quello di accelerare la conversione delle macroplastiche in microplastiche, non risolvendo il problema globale dell’inquinamento da plastica ma peggiorandolo.
Questi oxo-additivi sono vietati anche in molti paesi europei e l’elenco dei paesi che vietano l’uso di questi prodotti continua a crescere.
Negli USA già nel 2013 ci sono stati i primi allarmi su questi oxo-additivi a scopo di marketing.

Possiamo fornirti tag NFC realmente biodegradabili perché stampati direttamente su carta. Vedi il nostro articolo sulla produzione dei tag NFC.

È fondamentale notare che il termine “biodegradabile” può essere utilizzato in modo fuorviante per promuovere prodotti che non sono così rispettosi dell’ambiente come sembrano. Per questo motivo è importante verificare sempre gli standard e le certificazioni ambientali associate ai prodotti in PVC biodegradabile e comprendere le condizioni necessarie per la loro effettiva decomposizione.

2. La questione del riciclaggio

Quando il bio-PVC viene miscelato con il PVC convenzionale nelle applicazioni, il riciclaggio diventa problematico. La coesistenza di queste due tipologie di PVC può compromettere la qualità del materiale riciclato. Ciò solleva interrogativi sulla fattibilità del bio-PVC come alternativa rispettosa dell’ambiente.
A differenza dei tag NFC che sono stampati su carta e possono essere mescolati con carta normale e riciclati insieme. Per il Bio PVC, questo non è MAI il caso.

Il bio-PVC è PVC con l’1% di prodotto magico che dovrebbe accelerare la biodegradabilità. Questo prodotto apparentemente magico è un oxo-additivo.
Gli “oxo-additivi” sono progettati per accelerare la naturale ossidazione delle poliolefine, provocando la frammentazione precoce e la frammentazione dei prodotti di plastica in microplastiche. Quindi l’effetto di questi additivi (se presenti) è semplicemente quello di accelerare la conversione delle macroplastiche in microplastiche, non risolvendo il problema globale dell’inquinamento da plastica ma peggiorandolo.

3. Impatto della produzione

La produzione di Bio-PVC può avere anche un impatto ambientale. È necessario produrre gli additivi necessari per rendere il PVC biodegradabile, il che può comportare un impatto ambientale significativo.
Le nostre etichette NFC biodegradabili, invece, sono stampate direttamente su carta con inchiostro elettricamente conduttore, che le rende perfettamente biodegradabili. Il loro riciclaggio non costituisce un problema.

Conclusione

In conclusione, il bio-PVC è lungi dall’essere una soluzione miracolosa. Sebbene possa offrire una certa biodegradabilità in condizioni molto specifiche, non dovrebbe essere considerata una vera e propria opzione ecologica indiscutibile. L’industria deve continuare a cercare alternative più sostenibili al PVC, come materiali naturali e plastiche veramente biodegradabili.

Quando si tratta di prendere decisioni informate sull’ambiente, è essenziale andare oltre i termini e le affermazioni accattivanti. Il bio-PVC può trovare posto in alcune applicazioni, ma non risolve completamente i problemi associati alla plastica. Per preservare il nostro pianeta è necessario un approccio più olistico alla sostenibilità, che includa la riduzione del consumo di plastica e la promozione di materiali veramente ecologici.

Inoltre, a questo proposito, non troverai nella nostra gamma un tag NFC in Bio-PVC. Non stiamo partecipando a questo inganno.
Per soluzioni più rispettose dell’ambiente, potrebbe essere meglio esplorare alternative come materiali veramente biodegradabili o riciclabili.
Preferiamo tag NFC biodegradabili e riciclabili stampati su carta. Scopri la nostra gamma di etichette biodegradabili nel nostro negozio

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